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Storia locale, tradizioni e curiosità su Manduria

… presso il Museo Castromediano di Lecce

Paesaggi che si intersecano, declinazioni di un’unica narrazione che sa di sacro, di fatica, di ulivo.

E il pensiero corre a Manduria, inevitabilmente!

Da una parte, un paesaggio ferito, dal respiro affannoso e sofferente ma caparbio e ammiccante; dall’altra un paesaggio dell’anima che guarda oltre la Passione, in cerca di un risveglio, di una rinascita.

Da questa fitta tessitura prendono vita forme che il linguaggio dell’arte rende uniche e irripetibili. 

Nella splendida struttura del Museo Castromediano di Lecce sono allestite tre interessanti mostre che ci piace partecipare in questo articolo, strizzando come sempre l’occhio alla nostra città.

La prima mostra, curata da Cintya Concari e Roberto Marcatti, punta alla preziosità di un albero senza tempo, l’ulivo, e all’urgenza di custodire gelosamente il succo del suo frutto, l’olio: si chiama  Olio & Design: Anima Mediterranea, e propone dodici contenitori in ceramica realizzate a Tricase da Agostino Branca, su disegno di affermati designer e architetti italiani.[1]

E che dire delle sculture in legno d’ulivo della mostra Perché mi scerpi? La selva ferita, il legno redento? La mostra è curata da Luca Maschio e Massimiliano Rossi; le opere sono di Virgilio Pizzoleo, Antonio D’Aquino, Pompilio Calati e Marco Maschio. Il titolo, riferito all’episodio del canto XIII dell’Inferno dantesco, riporta la domanda rivolta a Dante dall’anima di Pier delle Vigne trasformata in un cespuglio spinoso nel bosco dei suicidi, ferita e sanguinante dopo che il Poeta gli aveva spezzato un ramo.

Come non vedere in ciò il grido di sofferenza degli ulivi dei nostri territori, i cui rami spogli si elevano verso il cielo come in accorata preghiera, chiedendo di rinascere?       

Nella terza mostra, è un paesaggio “culturale” a portare la sofferenza nella dimensione del sacro: le “Tavole della via Crucis” di Raffaele Caretta (1871-1950).

Nelle quattordici formelle in cartapesta, databili ai primi del ‘900, l’artista arricchisce la fisicità dei personaggi con comportamenti  e stati d’animo inesprimibili altrimenti, rendendo le figure fortemente realistiche.

Le tavole furono realizzate dal Caretta per la chiesetta del Collegio Argento, l’antica scuola Gesuita di Lecce, dagli anni Settanta sede del Museo Sigismondo Castromediano.

Perché pensare a Manduria? Perché le opere dello scultore Raffaele Caretta sono presenti in molte chiese della nostra città (di esse scriveremo in un prossimo articolo). 

Egli fu allievo di Antonio Maccagnani e di Giuseppe Manzo. Celebri alcuni suoi lavori ad alto e bassorilievo, nei quali l’artista riesce ad accostare, amabilmente, differenti linguaggi artistici, scenografia, pittura e scultura. Tra i suoi allievi Emilio Bruno e Giovanni Colella.

Il talento del Caretta fu tale da guadagnarsi fama di artista internazionale. Egli fu presente all’Esposizione Internazionale di Parigi del 1900 e, negli anni successivi, espose le sue opere in importanti manifestazioni a Firenze, Milano e Venezia.

Ricevette la croce di Cavaliere Pro Ecclesia et Pontifice[2] e la nomina a Commendatore dell’Ordine di San Silvestro Papa,[3] per i suoi meriti artistici nell’ambito della chiesa cattolica. Non è difficile, infatti, trovare nelle sue opere, accanto alla firma, l’appellativo ‘Comm.’ (per commendatore) o ‘Cav’. (cavaliere).

Si ringrazia la direzione del Museo per aver concesso la pubblicazione delle foto poste a corredo del presente articolo.


[1] I loro nomi: Luisa Bocchietto, Andrea Branciforti, Salvatore Cozzolino, Beppe Facente, Massimo Iosa Ghini, Ugo La Pietra, Dino Lorusso, Ico Migliore, Mauro Olivieri, Susanna Ponzetta, Giovanna Talocci, Silvia Sandini.

[2] La medaglia Pro Ecclesia et Pontifice è una decorazione pontificia, istituita da Leone XIII nel 1888 in occasione del suo giubileo sacerdotale, conferita a laici e chierici per un servizio prolungato ed eccezionale alla Chiesa o al Romano Pontefice.

[3] L’Ordine di San Silvestro Papa (o Ordine Silvestrino) è uno dei cinque ordini cavallereschi concessi direttamente dal Papa come capo della Chiesa cattolica e della Città del Vaticano. Destinato a laici benemeriti per il servizio alla Chiesa, l’arte o la vita professionale, è il quinto ordine per importanza e può essere conferito anche a non cattolici.