“La festa patronale in Puglia tra passato e presente”: questo il titolo della conferenza che il prof. Eugenio Imbriani, docente di Antropologia culturale e Storia delle Tradizioni popolari presso Unisalento e Pierfrancesco Galati, musicologo, hanno tenuto sabato 26 settembre presso il chiostro dell’ex convento degli Agostiniani a Manduria nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio 2026 .
Istituite nel 1991 dal Consiglio d’Europa, le GEP hanno avuto come tema, quest’anno, “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”.
L’evento, che ha visto la collaborazione di Archeoclub Manduria e della sede locale Unitre (Università delle Tre Età), nonché la gradita presenza del Sindaco, si colloca a poche settimane dalla conclusione dei festeggiamenti legati alla festa patronale cittadina, quest’anno particolarmente significativa rispetto al recente passato.
Proprio il cambiamento del concetto stesso di festa patronale è stato il tema dell’intervento del prof. Imbriani.
La festa patronale si pone come momento fortemente identitario, occasione in cui «la comunità si manifesta, si sovraespone» con la partecipazione delle confraternite, dei rappresentanti civili e militari cittadini, oltre che del popolo dei fedeli.
L’orizzonte festivo esula dal tempo ordinario, per collocarsi in un tempo ‘altro’, qualitativamente diverso, specialmente quando si parla di festa per il Santo Patrono, il più delle volte un santo taumaturgo, che, proprio nel periodo dei festeggiamenti in suo onore, accresce nell’immaginario collettivo il proprio potere benevolo.
Accanto a questa dimensione devozionale, ve ne sono altre di diversa natura, ludica ad esempio e anche economica; basti pensare alle luminarie, alla presenza della banda, ai fuochi pirotecnici, veri e propri elementi costitutivi della festa patronale.
Le argomentazioni del prof. Imbriani portano a riflettere sul fatto che «le feste non restano uguali a se stesse». È questo il punto di scambio tra passato e presente: luminarie digitali, straordinari giochi pirotecnici caratterizzano le feste del nostro tempo. In questo senso, il patrimonio deve essere conservato, valorizzato e rinnovato, divenendo altresì opportunità lavorativa.
Attualmente si assiste a una rimodulazione del concetto stesso di patrimonio, per il fatto stesso che «siamo noi a decidere cosa conservare, valorizzare è un’azione del presente»: la banda, i riti, le processioni appartengono al presente nella misura in cui essi continuano ad essere vivificati dalla comunità.
Il prof. Galati si è soffermato sul ruolo della musica come fenomeno ‘integrale’, che, soprattutto in passato, scandiva l’intero arco della vita di un individuo, dalla nascita al matrimonio fino alle esequie funebri.
Quando la musica incontra la banda diviene «musica del popolo», pur veicolando, proprio attraverso le feste patronali, musica colta, e permettendo a gente non istruita di memorizzare interi brani operistici: «la musica colta esce dai teatri per abbracciare le piazze».
Un ruolo fondamentale, a questo proposito, è svolto dalla cassarmonica, che, amplificando il suono e portandolo in piazza, si configura come un «teatro all’aperto».
Il racconto di vari aneddoti legati a un certo dualismo che talvolta veniva a crearsi fra gruppi bandistici operanti nella stessa città ha dato colore alla narrazione dello studioso.
Veniamo così a sapere che ad Acquaviva delle Fonti l’appartenenza di due promessi sposi a ‘famiglie bandistiche’ concorrenti fece saltare la celebrazione del matrimonio; che a Strudà due comitati, in seguito a travagliate vicende, arrivarono a installare due cassearmoniche l’una di fronte all’altra, eseguendo il medesimo brano operistico.
La conclusione a cui giunge il relatore è quella di tenere viva la tradizione bandistica, più che rinnovarla conservarne intatte le radici e quel sentimento di gioia diffusa che l’ascolto della banda musicale porta con sé.
A fine conferenza è stata inaugurata la mostra (proseguita anche nella giornata di domenica) dal titolo “La musica del popolo”, un itinerario narrativo fra manifesti storici di concerti bandistici, gentilmente messi a disposizione dal prof. Galati.

