ArcheOrizzonti

Storia locale, tradizioni e curiosità su Manduria

ArcheOrizzonti e le Giornate FAI d’Autunno

ArcheOrizzonti quest’anno ha visitato alcuni siti di particolare interesse inseriti nel percorso delle Giornate FAI d’Autunno organizzate dal FAI (Fondo Ambiente Italiano) – Delegazione di Lecce.

Le aperture straordinarie in città hanno interessato: la Chiesa del Buon Consiglio (conosciuta anche come Chiesa del Gesù), il Palazzo De Pietro (conosciuto anche come Palazzo degli Avvocati) e la Chiesa di San Nicola di Mira (conosciuta anche come Chiesa Greca).

L’apertura di quest’ultima, in pieno centro storico, è stata curata dal Gruppo FAI Ponte tra Culture – Delegazione di Lecce. Nato a fine 2024, il Gruppo Fai Ponte tra Culture si propone di far conoscere il territorio a quanti provengono da realtà e culture lontane e differenti tra loro: nel gruppo sono presenti cittadini provenienti dalla Cina, dall’Iran, dalla Francia, dal Belgio, dall’India.

Il programma originario delle Giornate ha subito alcune variazioni nella giornata di sabato 10 ottobre, a causa del maltempo che imperversava in città.

All’assenza di alcuni aspiranti ciceroni hanno sopperito egregiamente i volontari del FAI e, nel caso della Chiesa Greca, Papas  Nik.

Il nostro percorso parte proprio da qui.

Un luogo suggestivo, prezioso e inestricabile intreccio tra popoli e culture diverse.

È questa la Chiesa di San Nicola di Mira, conosciuta comunemente come Chiesa Greca.

 

Due comunità, la greca e l’albanese, che, per le vicissitudini della Storia, si sono ritrovate a condividere un’antica ritualità, quella bizantina, sorprendentemente sopravvissuta fino ai nostri giorni.

Al suo interno, la Chiesa custodisce secoli di arte e di tradizioni religiose orientali, i cui elementi essenziali sono stati illustrati ai visitatori dal  parroco della Chiesa.

Pian piano il rito bizantino ha preso forma nell’affascinante narrazione di Papas Nik: l’entrata del fedele in chiesa, lo spegnere la candela nel braciere pieno di sabbia (si è arrivati finalmente in un porto sicuro) il doveroso saluto a tutte le icone presenti (è il sentirsi accolti da una comunità), il giro della chiesa e l’accodarsi al sacerdote toccandogli un lembo del manto (in riferimento all’episodio evangelico dell’emorroissa), la partecipazione al rito stando in piedi con la testa alta e lo sguardo fisso sulla croce in alto (posizione che facilita la concentrazione e il flusso respiratorio).

Il rito bizantino è spiritualità, ma anche luce (si parla di danza delle luci) e musica.

Il suono scandisce determinati momenti liturgici.

Esso è prodotto da alcuni campanelli che il sacerdote ha sul vestito; dallo scuotimento dell’incensiere, o, in altre occasioni, dal simandron, una tavola di legno percossa ritmicamente da un martelletto.

L’elemento artistico più significativo all’interno della chiesa è la monumentale iconòstasi in pietra leccese, che separa il presbiterio, interdetto ai fedeli,  dall’aula in cui essi possono sostare e partecipare ai riti.

La chiesa custodisce 42 icone di diverse epoche.


Poco distante, la Chiesa del Buon Consiglio o del Gesù.

Apprendiamo che la chiesa fu costruita a partire dal 1575 per accogliere i Gesuiti che giunsero in città l’anno precedente al seguito di Bernardino Realino, gesuita di Carpi morto a Lecce nel 1616 e successivamente canonizzato.

Aperta al culto già dal 1577, la chiesa prese il posto dell’antica chiesetta di San Niccolò dei Greci di rito greco-ortodosso e fu costruita sul modello della Chiesa del Gesù di Roma considerata la Chiesa Madre della Compagnia di Gesuiti.

L’interno, a croce latina, presenta quattro cappelle e relativi altari sul lato destro (dedicati all’Assunta, all’Adorazione dei Magi, al Crocifisso e alla Vergine) e altrettanti sul lato sinistro (dedicati alla Madonna di Loreto, a San Girolamo, a San Michele Arcangelo e all’Annunciazione).

Pregevole il soffitto ligneo a lacunari contenente tele raffiguranti le Glorie della Compagnia di Gesù.  

Nel braccio destro del transetto una teca custodisce le reliquie di San Bernardino che reca fra le mani le chiavi della città, essendo stato in passato uno dei protettori di Lecce.

Aperta eccezionalmente per l’occasione, la piccola cappella in cui San Bernardino Realino pregava e confessava.  

Scenografico il presbiterio, lavorato interamente in pietra leccese.


L’ultima visita guidata riguarda il Palazzo De Pietro, abitazione del giurista, Senatore della Repubblica e Ministro di Grazia e Giustizia Michele De Pietro, che lo acquistò nel 1932 dalla famiglia Aprile per abitarci insieme alla moglie Clementina Fumarola.

Dopo la scomparsa del Senatore, nel 1967, la moglie donò il palazzo all’Ordine degli Avvocati.

L’appartamento al primo piano, al quale si accede da un monumentale scalone, conserva gli arredi originali, una preziosa biblioteca di ambito giuridico e storico, opere d’arte e oggetti appartenuti all’illustre politico.

Di particolare pregio i pavimenti, tutti a mosaico, realizzati dai fratelli Peluso.


Al termine della giornata, un plauso a tutti gli organizzatori e volontari FAI che hanno permesso queste aperture straordinarie in uno spirito di accoglienza e di condivisione di un patrimonio culturale avvertito davvero come comunitario.