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Storia locale, tradizioni e curiosità su Manduria

PARETONE DEI GRECI

Progetto Archeoclub “Un popolo di formiche”

Nel Parco Archeologico delle Mura Messapiche è in fase di esecuzione il progetto Smart-in “La forma dell’acqua”, il quale, accanto alle indagini archeologiche nel distretto di San Pietro Mandurino, prevede lo svolgersi di una serie di progetti collaterali e laboratori, innestati su tutte le attività di cantiere.

Tra gli obiettivi del progetto, infatti, in coerenza con quanto espresso all’articolo 12 della Convenzione di Faro (2005, recepita dall’Italia bel 2020) troviamo quello di «Accrescere il valore identitario dei luoghi e il senso di appartenenza della comunità incentivando la conoscenza e l’approfondimento della storia e dell’habitat naturale, attraverso lo svolgimento di attività di fruizione e divulgazione e la partecipazione attiva della comunità, per stimolare l’educazione culturale, l’inclusione sociale, le relazioni con gli altri e con i luoghi».

I principi della Convenzione di Faro hanno certamente contribuito ad indirizzare l’Archeologia verso una dimensione pubblica. In numero sempre crescente, scavi ed attività di indagine e riqualificazione in corso vengono aperti al pubblico e divengono un campo in cui le comunità fanno esperienza del proprio passato.

L’Archeologo si pone come mediatore culturale presso il pubblico, per svilupparne il senso di appartenenza. I cantieri, inoltre, diventano teatro di una grande varietà di iniziative, in cui la cittadinanza, le associazioni, gli operatori culturali e turistici sono protagonisti.

In quest’ottica si colloca, collateralmente a Smart-in La forma dell’acqua, il progetto didattico – culturale di Archeoclub “Un popolo di formiche”.

Al popolo di formiche ci ha fatto pensare la presenza all’interno del Parco, e precisamente nell’area circostante la chiesa di S. Pietro Mandurino, di numerosi manufatti in pietra a secco, residui della presenza di un villaggio medievale, con le sue presumibili recinzioni e modeste fortificazioni, sopravvissuti alla creazione del Parco Archeologico.

I muri in pietra a secco sono uno dei primi manufatti della storia. Patrimonio Unesco dal 2018, testimoniano saperi e pratiche adottati dall’umanità, dalla preistoria ai giorni nostri. Essi attestano inoltre la capacità dell’uomo di modificare l’ambiente, utilizzando le risorse naturali disponibili, in maniera equilibrata e resiliente. Sono presenti ovunque nel mondo, in particolare nell’area del Mediterraneo.

Un aspetto poco noto, perché poco esplorato, dei muri in pietra a secco è che questi manufatti costituiscono dei piccoli eco-sistemi. Tra le fessure e gli interstizi si crea una grande varietà di ambienti, zone umide e zone asciutte, zone calde e zone fredde, che ospitano una quantità di specie animali e vegetali, dalle forme più semplici alle più complesse, che lì hanno trovato un habitat confacente.

I muri a secco sono nel nostro territorio una presenza diffusa, testimonianza della laboriosità della nostra gente, che va preservata e tramandata, diffondendone la conoscenza e riproponendone le tecniche costruttive. È quanto si propone Archeoclub con “Un popolo di formiche”.

Il progetto è rivolto a studenti, cultori della materia, appassionati, pubblico in vari modi interessato. Punta a trasferire non solo conoscenze, ma anche (in particolare ai più giovani) competenze professionalizzanti.

Tanti gli obiettivi che il progetto si pone, di cui informeremo gradatamente. Tra questi, ve n’è uno che si realizzerà fra qualche giorno: «Osservazione di un caso di archeologia rurale in itinere: Il Limitone dei Greci».

Lunedì 6 luglio, infatti, sarà effettuata una visita guidata allo scavo archeologico in corso (aperto solo per pochi giorni) al “Limitone dei Greci” a Sava, importante testimonianza archeologica del nostro territorio.

Guida del tutto eccezionale sarà il responsabile dello scavo dott. Giovanni Stranieri, ricercatore presso il Laboratorio ArTheHis, Digione, docente di Archeologia medioevale Université de Saint-Etienne (Francia), coadiuvato dal dott. Valentino Desantis, archeologo e socio Archeoclub.

Chi desidera partecipare contatti archeoclubmanduria@libero.it. Il raduno è previsto per le ore 8,00 presso il piazzale della stazione, dove ci si organizzerà con le auto. Si raccomanda adeguata protezione per il caldo e scarpe comode, poiché si dovrà camminare su stradine interpoderali.